Un trionfo cinicamente amoroso, e con nonna in cielo

Non poteva non vincere, un candidato così sexy a cui muore l’amatissima nonna il giorno prima delle elezioni (grazie al cielo la signora aveva già votato, quindi nulla è andato perduto): Barack Obama ha potuto dare l’annuncio fra le lacrime, definirla un eroe silenzioso, attrarre a sé altre nonne e altra commozione.
5 NOV 08
Ultimo aggiornamento: 20:55 | 3 AGO 20
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Lei c’è rimasta male, ma non ha rilasciato interviste e ha continuato a seguirlo, fedele, sulla CNN. Ieri invece la nonna era diventata un eroe americano e oggi sarà l’angelo custode del presidente degli Stati Uniti. Barack Obama è questo, cinicamente amoroso, modernamente ambiguo, assolutamente perfetto per una vittoria sentimentale, dove il sogno ammiccante ha acquistato consistenza elettorale, dove ci si è anche molto annoiati, divertiti più che altro sui dettagli: la pettinatura di Sarah Palin, i suoi duecento figli, il modo fantastico che ha Barack di scendere dalle macchine, la bollitura eroica di John McCain, lo sguardo fiammeggiante di Michelle Obama, nuova first lady. E’ lei, più della redneck Sarah, più della ritoccata e un po’ frastornata Cindy, e immensamente più, ovviamente, della superata e goffa Hillary, a incarnare la vera donna nuova: sofisticata, in carriera, agguerrita, con i tacchi alti, i figli per mano e il marito sotto controllo. Lui le deve moltissimo, ma lei si sente già una Kennedy.